In occasione del GAY&LESBIAN PRIDE 2004
il
GRUPPO
LESPRIDE PISA vi invita alla rassegna di film
ARRIVANO LE POST-LESBICHE!!!
scene d’amore e d’affetto nel
cinema contemporaneo

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martedì
18 maggio, ore 21.30
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martedì
1° giugno, ore 21.30
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c/o Circolo A.R.C.I. Agorà
via Bovio,
48/50 - PISA
(traversa del Lungarno Galilei, vicino al Giardino Scotto)
ingresso:
euro 2,50
per informazioni: lespride_pisa@yahoo.it
L’idea di realizzare un miniciclo di proiezioni di film all’interno delle iniziative pisane del Pride 2004 è nata dal desiderio di problematizzare gli evidenti cambiamenti che negli ultimi quindici anni hanno contrassegnato la rappresentazione cinematografica del lesbismo. Perché, ci siamo chieste, è diventata un’esperienza molto più frequente andare al cinema – si badi bene: al ‘solito’ cinema e non in un qualche festival gay/lesbico/queer – e essere spettatrici di storie che hanno lesbiche come personaggi e/o affrontano il desiderio lesbico come tema? Gli studiosi e le studiose specializzati in queer studies parlano di ipervisibilità, di una progressiva penetrazione della produzione lesbica e gay, tradizionalmente indipendente e marginale, nel principale filone (mainstream) del mercato culturale, a partire dalla capacità della comunità queer di mutarsi in un rilevante target commerciale.
Tuttavia, l’ipervisibilità sembra essere il risultato anche di una tendenza opposta: la frequente appropriazione di tematiche lesbiche da parte di registi uomini, i cui film girano nel circuito mainstream. Così, un’altra delle domande iniziali che ci siamo poste è stata: come ci dobbiamo porre di fronte a questo fenomeno? Dobbiamo considerarlo un’ennesima forma di indebita colonizzazione patriarcale, oppure le cose sono un pochino più complicate e intriganti? Tanto più che in tutta una serie di film si deve registrare una democrazia dei sentimenti, in cui alle lesbiche semplicemente ‘accade di essere lesbiche’ così come ai loro amici etero accade di essere etero. Tanto più che tra i registi che si sono cimentati con questa operazione, tendendola invece ai più sottili livelli metaforici, ci sono nomi di tutto rispetto come David Lynch o Brian De Palma.
Si ha l’impressione, confrontandosi con questi film, che più che nei termini di un’appropriazione indebita, si debba invece parlare di una rimotivazione del tema che sposta i confini del visibile lesbico, da intendersi come "ciò che può essere visto in ottica lesbica". Si ha l’impressione, detto altrimenti, che il mainstreaming che sta coinvolgendo le lesbiche dall’inizio degli anni Novanta, stia producendo un rimescolamento culturale di fronte al quale diventa spesso difficile contrapporre la specificità dello sguardo lesbico, ovvero la prospettiva di autrici profondamente radicate nel movimento lesbico. Per questo, si è ritenuto in questa minirassegna – che non ha assolutamente alcuna pretesa di una qualche definizione delle problematiche – di privilegiare l’ottica tematica sullo sguardo autoriale. Tanto più che quest’impostazione ci ha consentito di stabilire imprevisti intrecci tra le rimotivazioni post-lesbiche del tema e la militanza lesbica.